La memoria del fuoco
Janika Oza
Quattro generazioni. Quattro continenti. Una scelta impossibile.
India, 1898. Strappato con l’inganno al suo villaggio natale e imbarcato su una nave diretta in Africa, Pirbhai viene costretto dai coloni inglesi a lavorare alla costruzione di una ferrovia che collegherà l’Uganda all’oceano Indiano. Poi, un ordine spietato: appiccare il fuoco a un villaggio per fare spazio ai binari. Pirbhai è poco più di uno schiavo, non ha scelta. Le sue mani compiono un atto di violenza inenarrabile, eppure restano innocenti. Il bagliore di quel fuoco, però, non si spegnerà mai del tutto; si allungherà sul suo futuro e su quello delle sue nipoti, tre donne forgiate dalla stessa storia di sopraffazione e resistenza.
Latika, la maggiore, sogna di diventare giornalista in un’Uganda che lotta per la propria indipendenza, tra fiducia e violenza. Mayuri, guidata da una vocazione medica inflessibile, imboccherà una strada che non avrebbe mai immaginato. Kiya, la più giovane, porterà sulle spalle il peso di un silenzio familiare che grida più di mille parole.
Sospeso tra passato e presente, tra Asia, Africa e America, questo romanzo esplora le ferite di una famiglia prigioniera della Storia. E restituisce dignità e voce a chi, sradicato dalla propria terra, è condannato a espiare colpe mai commesse.
UN ROMANZO MAGISTRALE CHE SI DIPANA TRA LE EPOCHE E I CONTINENTI, FRA I TRAUMI DI UNA FAMIGLIA E LE SPIRE DELLA STORIA