L'acqua amara

Il genio di Gabriele d’Annunzio. La determinazione di una donna. Un destino che nessuno dei due poteva immaginare.

Gennaio 1921 Nina De Lellis ha solo quindici anni, ma sa già cosa significa essere strappata da tutto ciò che si conosce e si ama. Figlia di pescatori, cresciuta tra la sabbia e il mare dell’Abruzzo, si ritrova improvvisamente sul lago di Garda, in una villa dove i corridoi sono infiniti, le regole sono inflessibili e tutto ruota intorno a un uomo che ha trasformato la propria vita in un’opera d’arte e quella degli altri in un omaggio alla sua grandezza: Gabriele d’Annunzio.

Ma Nina non è una ragazza docile. In lei convivono vergogna e superbia, ferocia e stupore. E il suo sguardo sa leggere sotto la superficie delle cose; le permette di resistere ad Amélie, la governante gelosa che la sorveglia come una carceriera; di capire Giulio, il giovane giardiniere che porta sul corpo le cicatrici di Caporetto e nell’anima le macerie di Fiume, ma soprattutto di affascinare il Vate, che riconosce subito l’intelligenza vivissima di Nina e decide che è un diamante grezzo. Da far brillare o da possedere.

Nina impara così che la conoscenza può salvare e insieme ferire, che l’amore non basta, che diventare sé stessi ha un prezzo altissimo. Ma impara anche a non arrendersi mai, a nessuno: né agli uomini che la vogliono plasmare, né al passato che continua a tormentarla, né al presente che si sta trasformando – fuori dal Vittoriale, nelle piazze, nelle strade – in qualcosa di nuovo e feroce, che soffoca la libertà.

L’acqua amara racconta di una giovane donna che vive nell’ombra di una delle figure più controverse e affascinanti del Novecento. Della sua fame di libri, del suo corpo che impara il desiderio e il dolore, della sua voce che trova infine il coraggio di esistere.

   

In questi anni, mi hanno chiesto spesso com'era lui. Nessuno mi ha mai chiesto com'era vivere con lui. Questa è la mia storia, ma inevitabilmente è anche la sua. Di quell'uomo che non mi ha mai abbandonato, nemmeno quando l'avrei voluto con tutta me stessa. Scruto lo specchio. Cerco la sua sagoma ossuta, il suo profilo aquilino. Cosa volete da me, Comandante? Cosa cercate ancora?

Il genio di Gabriele d’Annunzio. La determinazione di una donna. Un destino che nessuno dei due poteva immaginare.

Gennaio 1921 Nina De Lellis ha solo quindici anni, ma sa già cosa significa essere strappata da tutto ciò che si conosce e si ama. Figlia di pescatori, cresciuta tra la sabbia e il mare dell’Abruzzo, si ritrova improvvisamente sul lago di Garda, in una villa dove i corridoi sono infiniti, le regole sono inflessibili e tutto ruota intorno a un uomo che ha trasformato la propria vita in un’opera d’arte e quella degli altri in un omaggio alla sua grandezza: Gabriele d’Annunzio.

Ma Nina non è una ragazza docile. In lei convivono vergogna e superbia, ferocia e stupore. E il suo sguardo sa leggere sotto la superficie delle cose; le permette di resistere ad Amélie, la governante gelosa che la sorveglia come una carceriera; di capire Giulio, il giovane giardiniere che porta sul corpo le cicatrici di Caporetto e nell’anima le macerie di Fiume, ma soprattutto di affascinare il Vate, che riconosce subito l’intelligenza vivissima di Nina e decide che è un diamante grezzo. Da far brillare o da possedere.

Nina impara così che la conoscenza può salvare e insieme ferire, che l’amore non basta, che diventare sé stessi ha un prezzo altissimo. Ma impara anche a non arrendersi mai, a nessuno: né agli uomini che la vogliono plasmare, né al passato che continua a tormentarla, né al presente che si sta trasformando – fuori dal Vittoriale, nelle piazze, nelle strade – in qualcosa di nuovo e feroce, che soffoca la libertà.

L’acqua amara racconta di una giovane donna che vive nell’ombra di una delle figure più controverse e affascinanti del Novecento. Della sua fame di libri, del suo corpo che impara il desiderio e il dolore, della sua voce che trova infine il coraggio di esistere.

   

In questi anni, mi hanno chiesto spesso com'era lui. Nessuno mi ha mai chiesto com'era vivere con lui. Questa è la mia storia, ma inevitabilmente è anche la sua. Di quell'uomo che non mi ha mai abbandonato, nemmeno quando l'avrei voluto con tutta me stessa. Scruto lo specchio. Cerco la sua sagoma ossuta, il suo profilo aquilino. Cosa volete da me, Comandante? Cosa cercate ancora?