La collana di corda
Kate Foster
La condanna degli uomini. Il segno del patibolo. Il diritto di restare viva.
Edimburgo, 1724 Maggie Dickson è una giovane pescivendola, e passa le sue giornate a preparare esche, a riparare reti e a vendere
il pesce, prigioniera di un mondo in cui il desti-
no delle donne è segnato: fatica, obbedienza, silenzio.
E il destino di Maggie è segnato due volte: quando resta incinta e perde la sua bambina, viene trascinata in tribunale e condannata per omicidio senza poter spiegare cos’è successo davvero, senza che nessuno ascolti la sua versione dei fatti.
La portano al patibolo. La botola si apre, la corda stringe, il feretro si chiude. Però, nel carro che la riporta a casa, Maggie torna a respirare.
Maggie è viva, marchiata dal segno rosso che la corda le ha lasciato, una collana che non potrà mai togliere. Per la legge, è morta. Per la gente che l’ha condannata, è un fantasma in carne e ossa che pretende di tornare a vivere.
Ma qual è la verità dietro la sua condanna?
E cosa farà Maggie, ora che la vita le ha dato una seconda possibilità?
Il mio nome è Margaret Dickson, ma tutti mi chiamano Maggie. Ho ventidue anni, sono una ragazza del porto, però ho sempre voluto qualcosa di meglio, di diverso da questa vita così dura. Mi hanno condannata a morte. Mi hanno impiccata. Eppure sono ancora viva.