Le perle di vetro
Emeric Pressburger
Londra, anni ’60. Karl Braun è un uomo tranquillo. Di giorno lavora come accordatore di pianoforti; la sera, nella sua stanza in affitto, ascolta musica classica. Sembra un immigrato tedesco come tanti, un uomo colto e gentile che cerca di rifarsi una vita dopo la guerra.
Ma Karl Braun non esiste.
Sotto quella grigia normalità, si nasconde infatti Otto Reitmüller, brillante neurochirurgo, ricercato per i suoi spaventosi esperimenti condotti nei campi di concentramento. Reitmüller vive nell’ombra, ma è braccato dai fantasmi del passato e ossessionato dalla paranoia di essere scoperto. Una paranoia che diventerà ben presto realtà…
Con una prosa tesa e cinematografica, Emeric Pressburger sfida il lettore, costringendolo a entrare nella mente di un criminale nazista non per giudicarlo, ma per vivere la sua quotidianità, le sue paure e, in modo ancora più disturbante, la sua umanità. Perché il confine tra l’uomo e il mostro è sempre molto più labile di quanto vorremmo credere.
L'uomo che stai descrivendo appartiene al tipo più comune di criminale, e proprio per questo il più pericoloso: il vero flagello della razza umana, quello che ha sempre una spiegazione pronta, quello che commette i suoi crimini in nome della Scienza, della Patria, della Religione, dell'Amore, della Cultura, del Progresso...