Questa cosa bizzarra che si chiama amore Elke Heidenreich Bernd Schroeder

Questa cosa bizzarra che si chiama amore
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Scene da un matrimonio. Lungo, sopravvissuto al tempo ma dal tempo segnato. Dolce e amaro, come solo le lunghe unioni possono essere. Scene malinconiche, vere, crude e, soprattutto, divertenti. Una storia sulla prevedibilità dell’altro e al tempo stesso sul suo profondo mistero, sulla distanza tra ciò che si dice e ciò che si pensa, su come si cambia e su dove si resta uguali…
Un diario di coppia scritto a quattro mani.

Raccontata a capitoli alterni da Lore e Harry, la storia che si dipana, con straordinario affetto e umorismo, è quella di una coppia simile a molte che conosciamo o di cui facciamo parte. Lui, che voleva fare l’architetto, si è poi messo a lavorare in un’industria ed è stato prepensionato, sviluppando un amore ossessivo per il giardino. Lei, bibliotecaria appassionata, che ha passato la vita a cercare di trasmettere l’amore per i libri e a organizzare incontri con autori, si trova a un passo dalla pensione e pensa con orrore al giardino nel quale si vede trascorrere lunghe e noiose giornate.
Sposati da quarant’anni, hanno una figlia, Gloria, a un passo dal terzo matrimonio. Ricordando la rigidità della loro educazione, Lore e Harry le hanno lasciato fare tutto ciò che voleva: “Quando ha voluto lasciare la scuola, glielo abbiamo lasciato fare, quando è voluta andare in India, glielo ab­biamo lasciato fare, le abbiamo sempre lasciato fare tutto, forse è stato un errore”. E ora non la riconoscono più, e lungo tutto il romanzo Harry si domanda se partecipare o meno al matrimonio. Alla fine deciderà di andare e, nel divertirsi a osservare persone e situazioni a loro così estranee, Lore e Harry ritroveranno ciò che li unisce, ciò che, nonostante le delusioni e le frustrazioni, per loro è ancora importante.