Come un soprammobile Mary Wesley

Mary Wesley Come un soprammobile
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Un appassionato ritratto dell’adolescenza.
Juno Marlowe, con i suoi diciassette anni, il suo senso di onnipotenza mescolato all’insicurezza, le sue decisioni affrettate, la caparbietà e l’intensità con cui vive la vita, rimarrà a lungo nella memoria del lettore.

Londra, 1941. Juno, diciassette anni, accompagna alla stazione i due giovani che ha amato per gran parte della sua vita: Jonty e Francis, cugini e amici inseparabili, che l’hanno da sempre trattata come un soprammobile e che, prima di partire, con la gelida spietatezza della gioventù, non volendo andare al fronte vergini, un po’ la forzano un po’ la convincono a trascorrere una notte di sesso tutti insieme.
Rimasta sola, si ritrova a vagare per Londra in una notte di bombardamenti.
Viene soccorsa da Evelyn, un uomo dall’aspetto fragile, che con grande gentilezza le offre rifugio e, dopo aver sentito la sua storia, scrive una lettera al padre, invitandolo a ospitare la giovane Juno.
Con un misto di spavalderia e infantilismo, che rendono Juno un personaggio indimenticabile, la ragazza decide di non raggiungere la madre, partita per il Canada con il nuovo marito, e di andare alla ricerca della famiglia di Evelyn, in Cornovaglia. Qui, trasformatasi in mozzo di stalla, contadina e dopo poco “piccolina” di casa, scoprirà un mondo nel quale non solo troverà pace, ma anche un luogo in cui non è più solo un soprammobile. Il capitolo finale, vent’anni dopo, è degno della migliore Jane Austen.