Lo dice Harriet Beryl Bainbridge

Beryl Bainbridge Lo dice Harriet
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Una singolare capacità di penetrazione psicologica.
Una perfetta evocazione dell’adolescenza.
Un romanzo pieno di sorprese e di verità, non sempre piacevoli.

Due ragazzine, amiche da sempre e riunite dalle vacanze estive, cercano di colmare la noia e quel senso di vuoto che talvolta prende durante l’adolescenza. Harriet, brillante, manipolatrice e attraente è la più decisa e propone all’amica un patto segreto: “umiliare” un vicino di casa, un uomo sposato in crisi di mezza età, soprannominato dalle ragazze lo Zar.
L’io narrante, una ragazzina un po’ cicciotta, introversa, insicura è la perfetta illustrazione di un’adolescente alla ricerca della propria identità, pronta a essere plagiata da qualcuno abbastanza deciso. Harriet, appunto. Si muove agli ordini di Harriet come un soldatino di latta. Fa come “dice Harriet”, che si tratti di disobbedire blandamente ai genitori o di ammaliare in modo morboso lo Zar.
Il gioco infatti consiste nel far innamorare lo Zar di una di loro per poterlo poi respingere. Questo il piano, ma a poco a poco la storia si fa torbida, le ragazzine vengono sopraffatte dalla loro stessa ingenuità, e la vicenda diventa inquietante e terribile.
Questo fu il primo romanzo dell’autrice ma uscì solo anni dopo, perché molti editori si rifiutarono di pubblicarlo. Definito “un’esperienza dell’orrore interamente godibile”, Lo dice Harriet rimane uno studio in nero dell’adolescenza, raggelante eppure dotato di una sua pungente ironia.