Maddalena Dalli
M.C. Beaton in libreria con un'avventuriera e una caccia al fantasma (con omicidio)
Economia Italiana, 14 marz0 2016

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A distanza di meno di un mese, fra febbraio e marzo, la casa editrice Astoria ha dato alle stampe due romanzi firmati da M.C. Beaton, la prolifica scrittrice scozzese che, con il garbo e la raffinatezza che le sono congeniali, ha spaziato nei più diversi campi della narrativa. Nel nostro caso si tratta de L’avventuriera. 67 Clarges Street (pagg. 184, euro 15,00, traduzione di Simona Garavelli) e di Agatha Raisin e la casa infestata (pagg. 262, euro 16,00, traduzione di Marina Morpurgo), due lavori che si rapportano ad altrettante serie: la prima è costituita da sei volumi in cui l’autrice racconta le avventure legate a una dimora situata a Mayfair, quartiere elegante ed esclusivo di Londra, affittata di anno in anno all’epoca della Reggenza; la seconda, composta da 25 libri, vede invece protagonista un’agente delle pubbliche relazioni, non più giovanissima, frustrata ma lungimirante, una specie di baby pensionata che strada facendo metterà in piedi la propria agenzia investigativa e riuscirà a risolvere, pur fra l'incredulità di molti, un sacco di misteriosi fatti e fattacci.
Ma veniamo al primo libro proposto, che vede protagonista impropria «una casa iellata (appartenente al decimo duca di Pelham, in quanto il nono si è suicidato), dove la servitù viene decisamente sfruttata. Una casa peraltro utilizzata da inquilini che vogliono organizzare balli e feste, ma anche matrimoni di interesse tra la ricca gioventù inglese. Una casa che oltretutto si porta al seguito un alone di sfortuna, ragion per cui i prezzi dell’affitto risultano abbordabili. Ed è appunto in questo contesto che si colloca L’avventuriera, un romanzo imbastito sull’arrivo nella magione di due nuovi quanto misteriosi inquilini: ovvero il goffo e imperscrutabile Benjamin Goodenough - un uomo dalla bocca sottile che «deviava da un lato verso l’alto, segnata da un perenne sorriso» - e la nipote Emily, elegante e bella da impazzire, ma portatrice di un linguaggio che lascia alquanto a desiderare.
Come da sinossi, «le voci sul fascino e sulla ricchezza della nuova arrivata si spargono in fretta negli ambienti che contano, ma il fatto che nessuno abbia mai sentito nominare né lei né la sua famiglia rischia di condannarla all’ostracismo sociale. Per fortuna di Emily, il maggiordomo Rainbird e gli altri domestici in forza nella casa (il cuoco Angus MacGregor, la governante Mrs Middleton, le cameriere Jenny e Alice, il valletto Joseph e gli sguatteri Lizzie e Dave, una compagnia di giro che non mancherà di catturare il lettore per l’innata simpatia a fronte di un curioso gioco delle parti) intervengono per aiutarla a procacciarsi inviti mondani e un nobile marito, in un turbinio di situazioni che faranno sbocciare l’amore anche in seno alla servitù». Il tutto supportato da un interrogativo che aleggia sulla storia: da dove è sbucata e a cosa mira la splendida Emily? Scritto con una piacevolezza narrativa d’altri tempi, questo ironico e divertente lavoro - peraltro beneficiario di un’intrigante ricostruzione del periodo storico - non mancherà di far breccia nell’immaginario del lettore.
Di tutt’altra farina risulta invece impastato il secondo romanzo, Agatha Raisin e la casa infestata, forte di un canovaccio intriso di delusioni sentimentali che si dipanano in un racconto fuori dalle righe, sino ad arrivare alla resa dei conti: in altre parole l’omicidio di una vecchia signora. Tutto succede in piena estate, con la nostra investigatrice abulica e indifferente a tutto, persino agli uomini, tanto è vero che ignorerà l’arrivo del nuovo vicino, Paul Chatterton. Ma sarà lui a muovere i primi passi, invitandola a partecipare alla caccia a un fantasma nel cottage di una conoscente. Agatha accetta, ma non farà una bella figura, in quanto si lascerà prendere dal panico dopo aver visto la padrona di casa uscire dalla camera da letto con una maschera di bellezza verde sul viso… Insomma, fuggirà - e non è proprio da lei - con la coda fra le gambe per poi decidere di accettare un lavoretto in città, in quanto bisogna pur tirare avanti quando i quattrini non bastano mai. Ma durante la sua assenza la vecchia signora verrà assassinata. A questo punto Agatha non potrà più tirarsi indietro e si metterà a indagare.
Detto dei due romanzi, spazio alle note sull’autrice, riprendendo in parte e arricchendo quanto già scritto su queste stesse colonne. M.C. Beaton, all’anagrafe Marion McChesney (con il suo cognome vero ha firmato, ad esempio, le serie Travelling Matchmaker e Daughters of Mannerling), è nata a Glasgow nel 1936 e si propone autrice di numerosi romanzi storici di successo, firmati sotto diversi pseudonimi (oltre a quello di M.C. Beaton ha vestito i panni di Sarah Chester, Helen Crampton, Ann Fairfax, Jennie Tremaine e Charlotte Ward). Lei che arrivò alla narrativa dopo aver lavorato come libraia, quindi come giornalista di moda, con puntate nel campo della critica teatrale, finendo per occuparsi - nonostante l'handicap di essere donna in un passato non poi tanto vicino - di cronaca nera.
Dopo alcuni anni trascorsi negli Stati Uniti, Paese nel quale vennero pubblicati i suoi primi lavori, la Chesney tornò in patria dando vita, nel tempo, ai 29 gialli della serie imbastita su Hamish Macbeth (dalla quale la BBC ha liberamente tratto 20 episodi di una fiction), per poi inventarsi, nel 1992, quella che sarebbe diventata la sua nuova eroina, appunto Agatha Raisin, a sua volta protagonista di 25 mistery (11 dei quali già pubblicati in Italia da Astoria). Strada facendo sposò Harry Scott Gibbons, un corrispondente dal Medio Oriente, dal quale avrebbe avuto il figlio Charles. Lei che oggi divide le sue giornate fra un cottage nei Cotswolds (le verdi colline d’Inghilterra fra Bristol e Birmingham) e Parigi. E questo è tutto.


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