Massimo Mistero
Torna Miss Julia in sella a una vecchia Harley-Davidson
Economia Italiana, 30 luglio 2015

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Quarto appuntamento, per i tipi di Astoria, con le avventure di Miss Julia, firmate dall’americana Ann B. Ross, nata in Georgia nel 1936 e che attualmente vive a Hendersonville, nella Carolina del Nord, una città che rappresenta lo scenario ideale per le trame dei suoi libri. Lei che, una volta partiti i figli per il college, aveva deciso di completare la propria istruzione laureandosi in Filosofia e Letteratura inglese, materie che in seguito sarebbero risultate oggetto del suo insegnamento. E se tardiva era arrivata la sua formazione universitaria, tardivo sarebbe stato anche il suo approccio alla narrativa.
A titolo di cronaca, questa serie di storie aveva preso corpo a partire dal 1999, dopo che negli anni Ottanta l’autrice aveva scritto due gialli passati quasi sotto silenzio; serie ora arrivata a quota diciassette (l’ultimo nato, lo scorso aprile, si identifica con il romanzo Miss Julia Lays Down the Law) e che si nutre di personaggi eccentrici quanto accattivanti. In primis la governante di colore Lillian, sempre pronta a “raddrizzare” con i suoi consigli i comportamenti a volte eccessivi e fuori dalle righe della protagonista, una vedova sessantenne del Sud, “educata a non avere opinioni diverse da quelle del marito, il banchiere serio, onesto, preciso e anche un po’ noioso Wesley Lloyd Springer, con il quale ha vissuto quarant’anni”.
Ma che ora, vista la possibilità di infrangere le regole, ha deciso di cambiare registro. Fermo restando l’insegnamento del coniuge il quale, per tutta la vita, non aveva mancato di ripeterle: “Se vuoi che una cosa sia fatta bene devi farla tu”. E Miss Julia, ovviamente, ora si adegua, affrontando così al meglio - da donna (quasi) tutta d’un pezzo quale in fondo è - la lunga sfilza di imprevisti e di incidenti con i quali finirà per doversi confrontare. Come nel caso della inspiegabile scomparsa del figlio e, curiosamente, anche dell’amante di quel bel tipo di Wesley Lloyd, il quale evidentemente amava predicare bene ma razzolare male.
Della citata serie (crediamo sia l’unica nella storia della narrativa che in ben 17 titoli riporta sempre il nome della protagonista), Astoria ha già dato alle stampe, a partire dal 2013, Miss Julia dice la sua, Miss Julia scende in pista, Miss Julia organizza un matrimonio mentre, in questi ultimi tempi, è arrivato nelle librerie Miss Julia salta in sella (pagg. 322, euro 17,00, traduzione di Valentina Ricci), un intrigante lavoro che risale al 2003 e che ci ripropone una protagonista che non è cambiata di una virgola rispetto ai precedenti lavori. In altre parole una donna - che si racconta in prima persona - capace di cambiare opinione se si rende conto di essere dalla parte sbagliata, ma anche determinata quanto basta nel venire in soccorso di chi le chiede aiuto. Come nel caso della citata amica Lillian, per la quale finisce, ad esempio, per mettersi a cavalcioni di una moto con degli improbabili pantaloni in pelle…
Ma cosa è successo per arrivare a tanto? Che l’intera area nella quale sorge la casa presa in affitto dalla sua governante è stata messa in vendita da un proprietario che vuole fare quattrini e l’unico modo che Miss Julia ritiene giusto per salvare la dimora dell’adorata compagna di viaggio è quello di riusci­re a comprare lei stessa l’intero appezzamento. Ma come fare, visto che il venditore chiede una cifra esorbitante? Forse l’unica via di uscita - suggerisce Sam, l’amico di sempre che da un po’ si propone anche alla stregua di uomo innamorato inviandole delle “raccapriccianti poesie” - è quella di partecipare a una competizione le­gata a motociclette e poker. E per quanto Miss Julia detesti cordial­mente entrambi, le sembra l’unico modo - a mali estremi, estremi rimedi - per racimolare il denaro necessario.
Sarà a questo punto che, come da titolo, salterà in sella a un vecchio modello di Harley-Davidson guidato da Sam e si butterà nella folle impresa… Ci riuscirà? Leggere per sapere. E si tratterà comunque, statene certi, di una lettura piacevole quanto intrigante che si snoda fra i meandri della quotidianità.

 


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