Cinzia Fiori
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Corriere della Sera, 26 giugno 2015
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Tre bei racconti collegati di Henry James (il primo uscito in Italia nel '55, il secondo soltanto online, l'ultimo inedito) sono ora tradotti e curati da di Francesca Cosi e Alessandra Repossi per Mattioli 1885 (pp. 174, e 15,90). Il protagonista, aspirante narratore, va alla Pensione Beaurepas di Ginevra in cerca di spunti per scrivere. Li trova in due famiglie di americani in Europa, che osserva con ironia via via più pungente, prima, alla pensione, poi, mascherati in «Un fascio di lettere» e di nuovo coi propri nomi nell'ultimo racconto. Più o meno nella stessa epoca vivono Jane e Prudence di Barbara Pym (1913-1980), autrice riscoperta per l'arguzia nel trattare le vite «ordinarie» e per l'incisività del suo sguardo bonariamente ironico. Come al solito siamo nella campagna inglese, come spesso accade, Jane è moglie di un curato, come quasi ogni volta, si tratta di trovare marito a una «zitella», la giovane ed elegante Prudence. E, puntuale, la magia dell'autrice funziona (traduzione di Lidia Zazo, Astoria, pp.230, e 17).


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