Mauro Castelli
Un omicidio eccellente, una realtà misteriosa, l'ombra del terrorismo e... Jack Reacher
Economia italiana, 25 maggio 2015
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Proseguiamo. Altra bella penna è quella della non più giovanissima Ingrid Noll, nata a Shanghai il 29 settembre 1935, figlia di un medico tedesco che lavorava in Cina, ma cresciuta in Germania. Una scrittrice dai tratti efficaci, che aveva esordito nel 1991 (quindi tardivamente, vale a dire dopo che i suoi tre figli si erano debitamente accasati) con Tutto solo per me, pubblicato lo scorso anno in Italia da Astoria. La quale casa editrice propone ora, dopo quello che era stato il primo, anche il suo ultimo libro: Finché brama non ci separi (pagg. 224, euro 16,00, traduzione di Margherita Belardetti). Un lavoro che non manca di farci riflettere sulla possibilità di lasciarsi andare a scelte inaspettate quanto sconvolgenti, anche da parte di chi sembra proporsi all’insegna della normalità. È il caso della bibliotecaria Karla che, arrivata a sessant’anni, decide di dimettersi per godersi la pensione. Mantenendo comunque buoni rapporti con alcuni ex colleghi, a partire dalla giovane Judith. Tutto senza scossoni, se non fosse che un bel giorno succede l’imprevisto: Karla riceve infatti un invito a colazione da Wolfram, un compagno di lavoro che aveva perso di vista. Il quale - vedovo, senza figli nonché affetto da un male incurabile - non manca di farle una strana quanto inaspettata proposta: se lei si impegnerà a prendersi cura del suo funerale e della sua tomba, erediterà un quarto della sua fortuna; se si prenderà cura di lui durante gli ultimi mesi di vita, ne erediterà la metà; se lo ucciderà su sua richiesta, erediterà tutto (inclusa una meravigliosa villa ottocentesca in una zona centrale della città). Una proposta davvero insolita, che non manca di stuzzicare la fantasia di Karla, la quale non può fare a meno di parlarne con Judith, più concreta e meno titubante di lei quando c’è da prendere una decisione. In fondo, che male c’è ad accettare le prime due offerte? Ma come comportarsi, pur avendo a che fare con un malato terminale, con la terza? Accennato alla trama, torniamo all’autrice, considerata una delle migliori gialliste tedesche, che oggi vive con il marito a Weinheim e che al suo attivo vanta una dozzina di romanzi e tre antologie di racconti tradotti in 21 lingue. Lei, ironica quanto basta, che ama intrigare con il lato oscuro della normalità, quello dal quale possono trarre linfa istinti fatali, sorretti dalle paure e dai desideri che attingono alla quotidianità. Ferma restando l'impressione - lo torniamo a ribadire - che furbescamente ami stare, oltre che dalla parte delle donne, anche da quella sbagliata del killer di turno. Che altro? I suoi lavori risultano ambientati in tranquille cittadine di provincia (come la sua); sono popolati da personaggi piccolo-borghesi; non mancano di intrigare e catturare per la semplicità del linguaggio; colpiscono per la caratura dei personaggi. Ferma restando l’ambientazione in quella specie di ingannevole terra di nessuno, dove si muovono donne a volte ingenue, altre volte scaltre o innamorate, quasi sempre sorrette dalla bellicosa animosità degli istinti che tengono banco nell’oscurità delle loro menti.

 


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