M.C. Beaton con Lella Costa
Festivaletteratura, 9 settembre 2011
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Chi poteva pensare che il giallo fa ridere? Nel Chiostro del Museo Diocesano, M.C Beaton, pseudonimo dell'autrice di romanzi storici Marion Chesney, accompagnata da Lella Costa, ne hanno dato prova. Agatha Raisin, la protagonista dei romanzi gialli dell'autrice è una donna imperfetta, una detective di mezza età che non fa le cose secondo le regole o la buona educazione. E le persone presenti sotto il tendone ridevano alle battute di queste due donne che amano la vita e hanno il senso dell'umorismo. Prima di scrivere romanzi, M.C Beaton era reporter per la cronaca nera di un giornale a Glasgow. Un'ambito di uomini nel quale la donna ha dovuto far crescere un certo carattere. "Alla redazione eravamo tre donne per quaranta uomini, dovevamo mettere i tacchi alti, anche d'inverno", racconta l'ex giornalista. Però quest'esperienza ha fatto nascere nel suo pensiero una visione particolare del femminismo : "il vero femminismo ha fatto del male alle donne perché loro adesso devono essere efficaci al lavoro, essere delle buone madri ed anche delle prostitute a letto". Alla sua agente che le chiedeva perché facesse tante ricerche per i suoi romanzi storici, l'autrice ha sottolineato che i suoi romanzi vengono letti da donne intelligente e quindi " non voglio insultare la loro intelligenza". Il pubblicco ha fatto numerose domande, sopprattutto sul suo modo di scrivere. "La mattina, caffè nero e sigaretta, poi comincio a scrivere. Per chi non ha mai scritto, bisogna una concentrazione e bisogna pensare solo a questo. Invece, con la mia esperienza di giornalista, sono abittuata a scrivere con la gente attorno, con il rumore... Quindi scrivere per me non è un problema". "Lettrice compulsiva", M.C Beaton legge quattro o cinque romanzi gialli ogni settimana. "Non si puo' scrivere quello che non si legge e non si puo' scrivere cio' che non ci piace", secondo l'autrice. Lella Costa propone a questa donna con un senso sviluppato dell'autocritica e delle piccole battute di scrivere per il teatro. "Ho avuto una brutta esperienza facendo un'adattamento per la televisione, quindi non lo faro', pero' di quest'esperienza ne ho tratto un libro : la morte di un sceneggiatore". Se l'atmosfera è stata cosi piacevole è grazie a queste due donne simpaticissime, al pubblicco che ha mostrato un entusiasmo assoluto. Forse si potrebbe spiegare anche con le parole dell'autrice : "tra autori di romanzi gialli, non c'è nessun'animosità, perché le cose cattive le mettiamo nei romanzi".



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