Signorinalewis
Astoria: spazio alle scrittrici
Blog libri, 7 novembre 2010
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Stella Gibbons con “La fattoria delle magre consolazioni”, Marina Morpurgo con “Sono pazza di te (ma fino a un certo punto)”, Frances H. Burnett con “Un matrimonio inglese” e Charlotte Perkins Gilman con “La governante e alotri problemi domestici”: sono i quattro titoli con cui la casa editrice Astoria ha inaugurato il suo catalogo sbarcando allegramente nelle librerie a fine ottobre.
Letteratura classica e contemporanea deliziosamente al femminile, lieve ma mai frivola e soprattutto ironica, pungente e anticonvenzionale senza paura di essere demodé.
Ne parliamo con il direttore editoriale, Monica Randi.
1) Come nasce la vostra casa editrice? Ci incuriosiscono le vostre prime scelte di catalogo.
Astoria nasce da alcune considerazioni. Le donne scrittrici sono sempre e comunque peggio pubblicate, e quindi era interessante l’idea di trovare uno spazio editoriale. Inoltre, dopo essermi occupata per anni di narrativa straniera contemporanea, ero un po’ stufa del tono sempre pesantemente drammatico delle storie contemporanee, come se ormai la realtà potesse essere rappresentata solo dalla tragedia. Non è così, e soprattutto non è stato così negli anni passati. L’ironia accompagnata da cultura e intelligenza riesce a rappresentare il mondo di ieri (molto simile in tanti aspetti a quello di oggi) con uguale se non con maggiore efficacia della tragedia, perché il sorriso consente al lettore di guardare la realtà con maggior distacco e quindi con maggiore comprensione.
2) Un team tutto al femminile per una casa editrice che nei suoi primi quattro titoli annovera soltanto autrici donne. Pubblicherete anche qualche uomo o è una scelta ben precisa?
Certamente pubblicheremo anche uomini. Non amo i ghetti, di nessun genere.
3) Progetti per il futuro e prossime uscite.
La premessa è che le pubblicazioni non saranno numerosissime, circa 12/14 l’anno. Questo sia per poter curare bene i libri sia per effettuare delle scelte editoriali oculate.
Le prossime uscite del 2011 saranno la riproposta di un’autrice inglese, morta da poco, dotata di un senso dell’umorismo molto nero e straordinariamente capace di descrivere le problematiche individuali. Si tratta di Beryl Bainbridge.
Su un versante più leggero, invece, pubblicheremo M.C.Beaton, una singolare “giallista” inglese che ha inventato il personaggio di Agatha Raisin, ex-PR cinquantenne dal pessimo carattere che lascia Londra e si trasferisce in campagna per seguire un sogno infantile. Da sempre senza amici, vuole a tutti i costi inserirsi nella nuova comunità e ciò la porterà a fare cose pericolose. E divertenti.


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