Alessandra
Un bel libro: “Sono pazza di te”
di Marina Morpurgo

Tranquilla, 22 novembre 2010
bollo

Non è facile parlare d’amore, eppure lo facciamo tutti, tutti i giorni, da sempre. Lo fa anche Marina Morpurgo (scrittrice, giornalista, due figli e un cane che assomiglia a una percora) in un delizioso piccolo libro, uscito in questi giorni per la nuova casa editrice Astoria. Lo fa, ma fino a un certo punto. Ed è in questa eloquente parentesi che si nasconde e matura la sua ironia, la sua intelligenza, la sua arguzia, la sua sensibilità, la sua capacità di virare dal comico al grottesco al romantico per dare voce a quello che sentiamo. ”Sono pazza di te (ma fino a un certo punto)” parla dei voli e delle cadute che sperimentiamo tutti nel tentativo di essere felici. Insieme, attraverso, nonostante gli altri. Nonostante il primario chirurgo che è convinto di asportare organi inutili come uteri e ovaie ma non riesce ad asportare alle sue pazienti il gusto e il sogno di essere donne. Nonostante le richieste impossibili del narcisista perverso che pretende di trasformarci in belle addormentate ma prima o poi deve fare i conti con il nostro risveglio. Nonostante la piega del gomito che pende ubbidendo alla forza di gravità accelerata dagli anni. Nonostante il padrone orso che divide ut imperat il suo branco di impiegati trichechi, codardi e conformisti. Nonostante l’ebreo ortodosso che fugge come una rondine impazzita alla nostra più limpida avance, il grosso pastore catalano che dà fuori di matto perché abbandonato da piccolo, il compagno depresso che passa le giornate a guardare le Olimpiadi in tv. Nonostante. Perché dietro l’angolo c’è la fantasia, l’immaginazione, la libertà, la voglia di rimettersi in gioco ogni giorno. E di cambiare le carte in tavola, come fa l’editor ottimista che decide di dare un happy ending ai classici della letteratura e non esita ad ambientare Cime tempestose in Florida per riscattare i protagonisti dalla insopportabile tristezza della brughiera. Questi brevi racconti pieni di luce, di stilettate e di sorrisi ci dicono che la felicità non esiste ma è a portata di mano. Perché non è detto che un giorno, andando al supermercato, conciate da buttar via, soprapensiero, non si incontri colui che risvegli con dolcezza e con passione il nostro sopito, rassegnato ma ancora non estinto frisson. Buona lettura!


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