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| Una singolare capacità di penetrazione psicologica. Una perfetta evocazione dell’adolescenza.
Un romanzo pieno di sorprese e di verità, non sempre piacevoli.
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Beryl Bainbridge
Lo dice Harriet
Due ragazzine, amiche da sempre e riunite
dalle vacanze estive, cercano di colmare la noia e quel senso
di vuoto che talvolta prende durante l’adolescenza. Harriet, brillante,
manipolatrice e attraente è la più decisa e propone all’amica
un patto segreto: “umiliare” un vicino di casa, un uomo sposato
in crisi di mezza età, soprannominato dalle ragazze lo Zar.
L’io narrante, una ragazzina un po’ cicciotta, introversa, insicura
è la perfetta illustrazione di un’adolescente alla ricerca della
propria identità, pronta a essere plagiata da qualcuno abbastanza
deciso. Harriet, appunto. Si muove agli ordini di Harriet come
un soldatino di latta. Fa come “dice Harriet”, che si tratti di
disobbedire blandamente ai genitori o di ammaliare in modo morboso
lo Zar.
Il gioco infatti consiste nel far innamorare lo Zar di una di
loro per poterlo poi respingere. Questo il piano, ma a poco a
poco la storia si fa torbida, le ragazzine vengono sopraffatte
dalla loro stessa ingenuità, e la vicenda diventa inquietante
e terribile.
Questo fu il primo romanzo dell’autrice ma uscì solo anni dopo,
perché molti editori si rifiutarono di pubblicarlo. Definito “un’esperienza
dell’orrore interamente godibile”, Lo dice Harriet rimane uno
studio in nero dell’adolescenza, raggelante eppure dotato di una
sua pungente ironia. |

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Beryl Bainbridge
Lo dice Harriet
traduzione di Massimo Bocchiola
13,5 x 19 cm, 200 pp.
euro 15,00
ISBN 978-88-96919-04-0



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