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| «Ho visto qualcosa di
orribile nella legnaia»: questo ritornello ripetuto ossessivamente da
zia Ada Funesta è un modo di dire ormai entrato nel lessico familiare
inglese.
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Stella Gibbons
La Fattoria delle Magre Consolazioni
Flora Poste è stata educata in modo eccellente
a fare tutto tranne che a guadagnarsi da vivere. Rimasta orfana
a vent’anni e dotata di una rendita esigua, va a vivere presso
dei lontani parenti alla Fattoria delle Magre Consolazioni nel
Sussex. Il suo arrivo alla fattoria coincide con l’inizio di uno
dei romanzi più divertenti mai scritti. I parenti sono a dir poco
eccentrici e la fattoria è sgangherata e in rovina: i piatti vengono
lavati con rametti di biancospino e le mucche hanno nomi come
Rozza, Senzascopo, Inetta e Superflua. La vecchia matriarca settantanovenne,
zia Ada, che non è più stata giusta nella testa da quando ha “visto
qualcosa di orribile nella legnaia” circa settant’anni prima,
tiene in scacco l’intera famiglia. Come Alice di Lewis Carroll,
Flora non si fa intimidire da chi dice cose senza senso e si rifiuta
di essere trascinata in un mondo di matti. Non si può, pensa Flora,
rovinare la vita propria e altrui invocando disgrazie infantili,
non si può sottostare alla follia per quanto interessante, bisogna
ribellarsi… e nel giro di pochi mesi le cose alle Magre Consolazioni
cambiano in modo radicale.
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Stella Gibbons
La Fattoria delle Magre Consolazioni
traduzione di Bruna Mora 13,5 x 19 cm, 296 pp.
euro 17,00
ISBN 978-88-96919-00-2



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